Siamo letteralmente sommersi quotidianamente da notizie ed immagini legate alla guerra in Ucraina, che più o meno legittimamente assorbe gran parte della nostra attenzione distraendo le nostre energie e riflessioni da altri fronti non meno impegnativi e drammatici. 

L’emergenza climatica, i molti conflitti conclamati e latenti in vaste aree del pianeta, il dramma di moltitudini di profughi e migranti in fuga da situazioni intollerabili, il disagio sociale montante anche nella nostra più fortunata Europa, tutto questo e molto altro pare passare in secondo piano. 

Del resto non è facile, anzi quasi impossibile, mantenersi vigili su più fronti emergenziali contemporaneamente. 

Ma la nostra piccola città di provincia è stata protagonista negli ultimi tempi di alcuni eventi di grande rilevanza, che hanno avuto il merito di alzare il nostro sguardo e di portarci a riflessioni profonde, mantenendo vivo l’esercizio del dubbio, senza offrire facili risposte. 

Come redazione di Tracce Migranti abbiamo partecipato a diverse iniziative. 

Il 31 maggio e il 1 giugno a Palazzo Corradini si è tenuto il Workshop “Migration-Mobility and Displacement”, organizzato dal Campus universitario- Master in Protection of Human Rights and International Cooperation (prof.ssa Vanessa Grotti). Una due giorni molto interessante di approfondimenti e confronto sul tema dell’antropologia della immigrazione, aperta anche al pubblico esterno all’Università. 

Nella sezione Voci Migranti ospitiamo un paper in lingua inglese di Gintare Bieliauskaite, studentessa lituana che ha partecipato al workshop e che ci spiega il ruolo e la posizione del suo Paese, confinante con la Bielorussia di Lukashenko.
Contiamo, anche in futuro, come già in passato, di dare voce a questi giovani stranieri che studiano e vivono qui. 

Come redazione di Tracce Migranti abbiamo partecipato anche alla XV edizione del Festival delle Culture di Ravenna, alla quale il nostro amico e collaboratore Gianluca Costantini ha contribuito con i suoi disegni.
Abbiamo incontrato durante le tre giornate diversi rappresentanti dei Centri Interculturali regionali, da Cesena a Nonantola, da Bologna a Reggio Emilia. 

L’incontro e il dibattito sulle guerre dimenticate, con Giuliano Battiston, Asmae Dachan e Nawal Soufi ha denunciato la tragica e multiforme realtà dei numerosi conflitti in corso (non solo nella vicina Ucraina) e il tormento inflitto a milioni di donne, uomini e bambini tra l’Africa, l’Estremo Oriente e l’Europa, anche in vista delle carestie prossime venture. 

Durante un incontro on-line con Mediterranea Saving Humans, abbiamo poi avuto l’opportunità di conoscere Laura Marmorale di Napoli, che fa parte degli equipaggi di terra dell’organizzazione. Ospitiamo un suo articolo che ci descrive, oltre al salvataggio delle vite in mare, anche il progetto di Safe Passage verso l’Ucraina. 

Gli incontri fatti, le esperienze ascoltate ci portano ad alcune considerazioni prima della pausa estiva, che non vedrà nessuna sosta delle guerre a bassa o alta intensità, né un miglioramento delle condizioni di vita di migliaia di persone. 

Una piccola ODV come la nostra di Tracce Migranti in una città di provincia prova a sopravvivere in mezzo alla crescente burocrazia riservata al terzo settore: tutto il mondo del volontariato combatte quotidianamente una battaglia impari e con pochi mezzi economici, a fronte di sperperi finanziari che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni. 

Il nesso fra guerre e necessità di modificare profondamente a livello globale le fonti energetiche, e quindi il clima, quello fra le guerre e gli spostamenti disperati di massa sempre più numerosi dovranno fare aprire gli occhi almeno alle giovani generazioni, pena l’arretramento di decenni nella qualità della loro vita. 

I giovani che abbiamo incontrato recentemente qui e altrove sono consapevoli di ciò, ma si sentono impotenti di fronte ai luoghi dove si prendono le decisioni più importanti; tocca a loro cambiare le carte in tavola: speriamo che non si accontentino di panem et circenses, men che meno del concertone a luglio di Jovanotti. 

Maurizio Masotti 
[Giugno 2022]

Per il disegno: credit Gianluca Costantini