Serve subito una regolarizzazione dei migranti e poi l'apertura di flussi immigratori legali



ll tuo articolo pubblicato su Internazionale il 20 aprile affronta in modo esaustivo la problematica legata al tema dell'immigrazione negli ultimi 30 anni in Italia. Concordo sulla tua analisi e sulla necessità di affrontare in modo sistematico la questione, ma resta l'aspetto emergenziale legato alla situazione determinata dal Covid 19. Come ritieni potrebbe essere risolto in tempi brevi, ad esempio per settori strategici, quale quello dell'agricoltura? (Per esempio la Regione Emilia-Romagna che tenta con un portale "Lavoro per te" di snellire il reclutamento di manodopera).

La soluzione a un problema così grande che crea disuguaglianze così inaccettabili non si può basare semplicemente su iniziative locali. In Italia negli ultimi 20 anni è stato via via smantellato il collocamento pubblico e la mediazione statale nel mercato del lavoro. Le attuali storture sono legate principalmente a una evoluzione delle politiche del lavoro che ha portato a una esasperazione della precarietà e parallelamente alla ritirata delle istituzioni di fronte agli abusi, alle prevaricazioni e alle semplici irregolarità contrattuali o nelle mansioni. Basti pensare al calo impressionante delle ispezioni sul lavoro. Non penso servano strumenti "eccezionali". Il primo passo dovrebbe essere quello di una maggiore responsabilizzazione degli attori istituzionali: dove questo passo è stato (grazie alle mobilitazioni dal basso portate avanti dagli stessi braccianti) i risultati si sono visti.

Altra problematicità emersa in questo periodo è quella relativa al tema della “cura”: penso alle molte badanti impiegate nell'assistenza per gli anziani o per i portatori di handicap in un paese come l'Italia in cui il welfare non si fa carico a sufficienza (o in modo accettabile, pensiamo all'emergenza delle RSA, non solo in Lombardia ma anche nella nostra Regione) di questi settori. Quali proposte potrebbero venire avanzate nell'immediato?

La proposta più immediata e ragionevole è quella di una regolarizzazione di tutte le persone costrette a lavorare in nero anche in questo settore e allo stesso tempo un censimento di tutti i lavoratori e le lavoratrici della filiera dell'assistenza: cliniche, residenze, anche ospedali pubblici dove magari non c'è un problema di lavoro nero ma di subappalti assegnati a cooperative che fanno lavorare le persone con salari bassissimi e in condizioni inaccettabili. Inoltre il lavoro di cura nelle case private deve essere organizzato secondo regole precise, uguali per tutti: il salario, le pause, le ferie sono spesso oggetto di arbitrio o semplice benevolenza dei datori di lavoro e questo non è giusto. Esistono su questo piattaforme anche internazionali molto attive dove è possibile documentarsi sulle varie proposte, come DomEqual. O anche, in Italia, il recente documento “Verso una democrazia della cura” pubblicato proprio nelle ultime settimane.

Come valuti la proposta di legge per la regolarizzazione degli stranieri per ragioni di lavoro promossa dalla campagna “Ero straniero”? Prevedi un esito positivo della discussione in parlamento?

Le proposte che vanno nella direzione doppia di promuovere la regolarizzazione e aprire flussi legali oggi di fatto impossibili sono proposte condivisibili. Quindi mi sembra un progetto interessante. I tempi cambiano rapidamente, oggi si parla di sanatoria anche in ambienti istituzionali, mentre appena 3 mesi fa si trattava di un tema che veniva agitato solo dai movimenti sociali senza che venisse granché ascoltato. Il problema è che questioni di portata così grande non possono essere delegate agli umori di un ministro o di una lobby parlamentare ma devono essere oggetto di discussione in tutti i contesti sociali. Allo stesso tempo, è indispensabile che i temi dei flussi e delle regolarizzazioni riguardanti la popolazione di origine straniera vengano affiancati da percorsi di sensibilizzazione sui diritti sociali e i diritti nel mondo del lavoro che riguardano tutti, non solo il mondo dell’immigrazione.

Maurizio Masotti

Michele Colucci è ricercatore presso il CNR, Istituto di Studi sulle società del Mediterraneo. Autore di numerosi articoli, relazioni e volumi; recentemente ha scritto  Storia della immigrazione straniera in Italia dal '45 ad oggi, Carocci ed, Roma, 2018.

Leggi "Cosa insegnano trent'anni di sanatorie per gli stranieri" di Michele Colucci da Internazionale.it.

Vai alla campagna "Ero Straniero": tra i diversi obiettivi anche quelli di introdurre il permesso per ricerca lavoro e lo strumento dello sponsor per favorire gli ingressi regolari, l'incontro fra domanda e l'offerta di lavoro e la legalità.

Tracce migranti - nuovetracce.org ha aderito, insieme ad altre centinaia di persone, associazioni, movimenti e comitati, all'appello "Emergenza Covid: è indispensabile la regolarizzazione delle persone straniere" promosso dall'Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione (Asgi). Per leggere l'appello e aderire clicca qui.