Mediterraneo, rotta balcanica e Africa


Questi sono stati mesi lunghi e difficili, attraversati dalla pandemia, dilagata senza barriere e confini tra le nazioni, ma non al seguito delle migrazioni. 

Chi si occupa, come noi nel nostro piccolo, di questi temi, ha avvertito un senso di impotenza e frustrazione per l'omertà mediatica calata sulle notizie riguardanti migliaia di persone che cercavano e cercano di raggiungere l'Europa via terra e mare, attraverso il Mediterraneo e la rotta balcanica. Questa ultima vede, dall'inizio di questo inverno, una recrudescenza delle condizioni di vita di migliaia di sfollati intrappolati fra la Bosnia e la Croazia, con il Governo italiano in stato di colpevole passività. 

Per quanto riguarda il Mediterraneo, come afferma Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, i respingimenti dei migranti verso la Libia e la sua guardia costiera operati dall'Italia negli ultimi mesi sono un'offesa al diritto internazionale di salvataggio di vite umane. 

Anche Giorgia Linardi, portavoce di Sea Watch, attaccata dalla macchina del fango sui cosiddetti “social”, come a suo tempo Carola Rackete, nelle ultime interviste denuncia il muro eretto contro le varie navi umanitarie, definite non molto tempo fa "taxi del mare" da un partito/movimento che fa parte dell'attuale Governo italiano. 

Il nostro sito si pone l’obiettivo di ragionare, allargando la visione oltre i confini nazionali: l'uscita prima di natale di un numero del settimanale Left dedicato a "Mama Africa, la riscossa di un continente ferito”, ci fornisce numeri e temi di riflessione sul prossimo futuro globale. 

Citando i numeri del World population data, con la popolazione che negli ultimi 40 anni ha raggiunto il miliardo e 300 milioni di persone, vediamo che l'età media africana è di 19,4 anni (43 anni in Europa, 45,2 in Italia); il vecchio continente è sempre più vecchio e presto non sarà in grado di garantire il proprio apparato produttivo. 

Sempre su Left vediamo una serie di dati e tendenze del continente africano e dei suoi abitanti più giovani; essi sembrano mutare, almeno parzialmente, la loro volontà di emigrare verso l'Europa, anche in presenza di una contrazione della mobilità internazionale dovuta alla pandemia. 

Massimo Livi Bacci sostiene, nella stessa rivista, che la gestione dell'immigrazione nel nostro Paese è una risposta inevitabile a fronte di un grave indebolimento demografico. Si deve investire molto di più sulla presenza in diversi settori dei migranti, pena l'impoverimento sociale, culturale ed economico. 

Noi pensiamo che si debba, fra le altre cose, gestire meglio le centinaia di migliaia di studenti "stranieri" nelle nostre scuole. I governi italiani ultimamente (almeno quelli sedicenti riformisti, gli altri hanno fatto il loro sciagurato mestiere) hanno dimostrato una colpevole cecità e mancanza di coraggio sull'uso del "capitale umano" di questi giovani, relegandoli nell'indistinto limbo sociale. 

Per tornare all'Africa, la vice ministra degli Affari esteri Emanuela Del Re ragiona a partire dall'Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile: Paesi come Costa d'Avorio, Ghana e Ruanda, assieme a Tanzania e Uganda faranno da traino per quanto riguarda i loro tassi di crescita, anche dando vita a una zona di libero scambio panafricana che potrà attrarre investimenti. 

A proposito di questi ultimi, c'è da ricordare il ruolo del gigante cinese, che negli ultimi anni ha irrobustito (anche se con alcuni stop & go) la sua presenza sul continente, acquisendo vasti terreni e inviando i suoi tecnici in settori mirati della produzione e trattamento di materie prime. La mossa del Dragone comprende anche una cancellazione o una rinegoziazione dei debiti nei confronti dei paesi africani più poveri, soprattutto in conseguenza degli effetti della pandemia da Covid 19. 

Durante questo anno l'Italia avrà, assieme al Regno Unito, la co-presidenza di Cop 26 (Conferenza Onu sul cambiamento climatico) e diventerà operativo lo Youth for Climate, che riguarderà molto il continente africano e i suoi influssi sull’Europa. 

Ospitiamo sul nostro sito anche opinioni/valutazioni sui recenti decreti "sicurezza" e sollecitiamo i nostri lettori a fornire il loro punto di vista, che pubblicheremo.

Maurizio Masotti

[gennaio 2021]