Nelle scorse settimane il mio paese di origine, l'Ucraina, è stato sotto i riflettori delle testate giornalistiche in merito al rischio di una possibile invasione da parte della Russia.
Concentrazione militare al confine, evacuazione delle ambasciate di USA, Regno Unito e altri paesi, potenziali date della guerra su vasta scala: tutti questi fattori sono stati al centro dell’attenzione nelle ultime tre settimane.
Diamo un'occhiata da Vilnius a quanto sta accadendo - da uno dei paesi baltici che confina con la Bielorussia e la Russia - dove frequento un dottorato universitario da circa un mese. 

La tensione tra Ucraina e Russia non è iniziata ieri o due mesi fa. Già da otto anni sapevamo che la Russia aveva annesso la Crimea e contribuito alla separazione di quella parte della regione del Donbas che si trova a est dell'Ucraina. Infatti, una guerra in Europa è iniziata in quel momento e non nel 2022, come i media e giornalisti occidentali tendono a sostenere.
È importante rendersi conto che l'Ucraina si trova al confine tra l'Occidente e l'Oriente (USA/UE - Russia/Cina). Pertanto, inopportunamente, teatro della politica globale in atto nel nostro territorio, dove l'Ucraina non può avere un impatto significativo poiché la Russia ha il secondo esercito più potente del mondo. 

In che modo la situazione attuale incide sui paesi Baltici e in particolare sulla Lituania? Ha un impatto in larga misura. In effetti, gli stati baltici hanno lottato a lungo per la loro indipendenza dalla Russia. E attualmente sono tutti membri dell'UE e della NATO.
A questo punto, mi dicono i lituani “se l'Ucraina cadrà sotto l'invasione russa, crolleremo anche noi”, perché c'è una lotta per i valori europei e la democrazia in questo momento, con l’Ucraina nel centro dell'Europa. 

Anche la recente crisi migratoria al confine tra Lituania, Polonia e Bielorussia non si è verificata occasionalmente. È stata provocata deliberatamente dai regimi autoritari per testare la posizione dell'UE sulla questione della migrazione. 

Quale sarà la risposta, come agiranno la Polonia e la Lituania in particolare? E cosa sta accadendo in questi giorni?  

Centinaia di persone sono intrappolate al confine tra Bielorussia e Polonia, vivono all'aperto a una temperatura di -10°, non ci sono condizioni decenti per la loro permanenza. Siamo in piena crisi umanitaria. E, purtroppo, le vittime sono persone innocenti che speravano in un futuro migliore per loro e per i loro figli. 

Attualmente la Polonia sta costruendo un muro al confine con la Bielorussia. Suona strano? Potrebbe essere. Tuttavia, dopo gli eventi dell'estate - autunno 2021 è logico, secondo me. 

E sulla Lituania non c'è molto da aggiungere. E’ un piccolo paese (popolazione inferiore a 3 milioni di persone) che si trova anche in termini di geografia politica abbastanza pericolosamente vicino al conflitto. E la Lituania farà del suo meglio per aiutare anche l'Ucraina a vincere in questa lotta per la democrazia, la libertà e i valori europei. 

Cosa fare in questa situazione di “giochi politici”? Non esagerare, non farsi prendere dal panico, non fidarsi completamente dei media -il pensiero critico è importante- e ricordarsi sempre che a volte la vita potrebbe essere molto più complessa e stimolante di quanto tu possa mai immaginare. Ed è normale poiché siamo tutti diversi. E viviamo in diverse parti del mondo. 

Per quanto mi riguarda, andrò a leggere Max Weber perché domani c’è un seminario sulle teorie sociologiche classiche. 


Dmytro Mamayev
[febbraio 2022]