Black Lives Matter è la voce dei leoni, silenziata dai cacciatori



"Solo quando i leoni si metteranno a scrivere la loro storia, 

i cacciatori cesseranno di essere degli eroi".

Proverbio africano


Che cos'è Black Lives Matter?

Dal mio punto di vista il movimento Black Lives Matter (le vite dei neri contano) è una contro-narrazione delle voci silenziate, soggiogate e vessate da secoli. La voce delle persone nere ha sempre faticato a trovare uno spazio di ascolto e di scambio alla pari con persone bianche. BLM è il punto di vista, l'esperienza dei neri americani. È una protesta contro tutto quello che comporta vivere quotidianamente con la pelle nera negli Stati Uniti, in un contesto dove persiste una condizione di forte disparità sociale.

Dal 25 maggio 2020, in seguito all'uccisione dell'ennesimo afroamericano, George Floyd, per mano della polizia, si sono riaccesi i riflettori sul movimento. L'hashtag #BlackLivesMatter venne lanciato nel 2013 sui social media da Alicia Garza, Patrisse Cullors e Opal Tometi a seguito dell'assoluzione di George Zimmerman per l'assassinio del diciassettenne afroamericano Trayvon Martin avvenuto l'anno precedente. BLM come movimento prese poi piede nel 2014 durante le proteste tenutesi nella cittadina di Ferguson per gli omicidi di altri due afroamericani da parte della polizia: Michael Brown ed Eric Garner.  

L'obiettivo del movimento è opporsi al razzismo sistemico e alla supremazia bianca, di cui la brutalità della polizia, la segregazione residenziale, le disuguaglianze giuridiche ed economiche sono le principali espressioni. Black Lives Matter non mira solamente a porre l'accento sulla questione razziale, ma sulla connessione vigente tra razza, classe e genere.

Critiche e delegittimazione dell'esperienza dei neri

Black Lives Matter ha ricevuto diverse critiche come quella di essere una sorta di reverse racism, razzismo al contrario, di voler affermare la superiorità dei neri sui bianchi. Da qui è stato coniato un altro slogan: All Lives Matter (tutte le vite contano). Per rispondere alle critiche è stato necessario da parte delle fondatrici reiterare il messaggio che BLM non significa che la vita dei neri è più importante di altre bensì che anche le vite dei neri, considerate senza valore dalla supremazia bianca, sono importanti. Sono state mosse delle critiche in merito alla modalità violenta delle proteste, rispetto agli edifici dati alle fiamme e alle statue vandalizzate. Molti sono stati anche gli interventi volti a sminuire, a spostare il focus della questione, a spodestare i veri protagonisti. Questo è esattamente quello che si intende con i concetti come whitesplaining (bianchi che parlano ai neri della questione razziale senza averla vissuto sulla propria pelle o senza almeno conoscere l'argomento) e white fragility (quell'atteggiamento imbarazzato, difensivo o, peggio ancora, delegittimante che hanno certi bianchi quando un nero denuncia una discriminazione razziale). È sullo stesso piano il concetto di colorblindness, del siamo tutti uguali, non vedo il colore della tua pelle, quando in realtà ogni parte della società è basata su questa differenza per creare classi, disparità ed oppressione. 

Che cos'è il razzismo sistemico e il reverse racism?

Il razzismo sistemico è un sistema profondamente radicato nella struttura sociale, non è un evento, non è l'episodio singolo, non è la sola morte di George Floyd. Tutti gli esseri umani hanno dei pregiudizi, ma è il potere istituzionale attraverso le leggi, le politiche, le prassi amministrative a trasformare questi pregiudizi in oppressione sistematica. Rinforzando e producendo disuguaglianze a danno delle minoranze. Nella pratica si riflette nelle disparità di educazione, occupazione, reddito, alloggio, assistenza sanitaria. Il reverse racism come concetto non sta in piedi se non esiste una supremazia nera e un conseguente sistema di potere a supportarlo. In sostanza il reverse racism esisterebbe se a disumanizzare i bianchi fossero i neri, per arricchire la vita di questi ultimi; se ci fosse stata una colonizzazione dei paesi occidentali da parte degli africani; se si parlasse di afrocentrismo.

Questioni irrisolte e Black Lives Matter in Italia

Le manifestazioni di protesta in America hanno avuto eco in tutto il mondo. In Italia molti afrodiscendenti sono scesi in strada non solamente per manifestare per la morte di George Floyd, come riportato da alcune testate giornalistiche, ma per ricordare che anche in Italia, sebbene la storia e il contesto siano diversi da quello americano, esiste e si vive il razzismo istituzionale. La maggior parte dei neri in Italia vive la doppia discriminazione dell'essere nero e dell'essere straniero. Le politiche migratorie italiane ed europee continuano a generare disuguaglianze sistematiche e a lasciare che bambini, donne e uomini muoiano nel Mar Mediterraneo. Da sempre l'Italia vara leggi volte a opprimere gli immigrati, come la recente sanatoria che si rivolge a solo due categorie di lavoratori e non tocca minimante le vere cause che costringono migliaia di persone a essere irregolari, ovvero l'assenza di canali di ingresso regolari. L'Italia ha poi ancora la questione irrisolta della riforma della cittadinanza dei figli delle persone di origine straniera nati e cresciuti qui. Ma anche per chi è cittadino italiano, se sei nero, in Italia si dà per scontato che tu non sia nato e cresciuto in questo paese e può capitare che la polizia ti chieda di mostrare il permesso di soggiorno. 

La condizione di disparità dei neri in Italia

La mancanza di una rappresentazione rispettosa, dignitosa e giusta nei mass media è una questione fondamentale. Le parole, le immagini (fotografia o video) sono strumenti potenti. Influenzano l'immaginario collettivo e contribuiscono all'educazione e alla costruzione di una visione del mondo che ci circonda. In Italia se svolgi un lavoro umile i bianchi italiani sono sereni perché è quello che ci si aspetta da un nero. Se svolgi un lavoro reputato nobile o di prestigio susciti stupore perché l'interiorizzazione che si ha in genere delle persone razzializzate nere è che debbano essere indigenti, servili, ossequiosi e umili. Se un nero fa una vacanza di lusso o possiede un telefonino il messaggio che passa è che tutti i neri, anche quelli arrivati attraversando il Mar Mediterraneo rischiando la propria vita, mentono sulla propria condizione. Il fatto stesso di potersi permettere uno smartphone significa che non sono davvero bisognosi. Il nero rappresenta sempre una collettività, mentre il bianco è sempre un individuo che parla esclusivamente per se stesso, mai per tutto il popolo bianco. Perché avviene questo? La ragione è sempre la stessa: l'idea che gli uomini bianchi siano superiori agli altri gruppi razzializzati. I neri hanno sempre vissuto in un sistema istituzionalizzato pensato e creato da bianchi per bianchi. Pertanto i migranti neri, ancor più di altri, faranno sempre più fatica a regolarizzarsi, a trovare un lavoro o un alloggio.

Come essere davvero antirazzista

Una vera inclusione parte necessariamente da un'autoanalisi del proprio posizionamento e dal riconoscimento di trarre benefici dal privilegio bianco e dal potere strutturale. Occorre elaborare il passato e ciò che sta accadendo oggigiorno per costruire un futuro vantaggioso per tutti. La guerra tra i poveri oppure negare o sviare la questione non sono d'aiuto a nessuno. Per comprendere il sistema e trovare delle soluzioni per smantellarlo occorre impegnarsi quotidianamente ad affrontare conversazioni scomode e difficili. Il razzismo sistemico ha molte sfaccettature, alcune sono più facili da individuare altre invece sono più subdole. Occorre decostruire la visione della realtà interiorizzata, saper affrontare i meccanismi di difesa, concedere spazio, ascoltare e conoscere il punto di vista delle persone razzializzate. L'anti razzismo non è manifestare il senso di colpa o essere carini con le persone razzializzate nere. È abbracciare l'umanità e l'interezza delle persone nere, promuovere e proteggere ogni aspetto della loro vita (educazione, occupazione, reddito, alloggio, assistenza sanitaria). Condividere il proprio privilegio con chi non ne ha. Una presa di coscienza senza azioni politiche concrete a supportarlo non porterà da nessuna parte. 

Amarachi Ajuzie

[7 luglio 2020]


Amarachi Ajuzie è laureata in lingue e letterature straniere. Operatrice sociale, mediatrice interculturale è anche fondatrice del progetto Travelandcolors (Clicca su chi siamo).